di Daniela Bacca ( su Mondointasca).
Nel 1990 è stata istituita la Giornata Internazionale della Guida Turistica che ricorre il 21 febbraio. Facciamo allora un tuffo nel passato, agli albori di questa professione che si è consolidata negli anni dei Grand-Tour lungo le rotte del Sud d’Europa e dell’Italia
. Nell’ immagine: una guida turistica accompagna un gruppo di visitatori alle pendici del Vesuvio, 1774, Hackert Jakob Philipp (Staatliche Kunstsammlungen, Kassel).
Il Settecento è il secolo del Viaggio.
Romantico e pittoresco, artistico ed educativo, culturale e conoscitivo. È l’era del Grand-Tour lungo le rotte del Sud d’Europa e dell’Italia, verso lo stupore e la scoperta dei siti legati alle antiche civiltà, delle testimonianze archeologiche, e dei luoghi scientifici e paesaggistici. Gli attori furono non solo i giovani aristocratici e borghesi, i poeti e gli artisti, i filosofi e gli scrittori, i collezionisti e gli amatori dell’arte, ma tanti e variegati personaggi del “corteo”, come precettori e medici, musicisti e scrittori, servitori e cocchieri. In questo periodo vivace e florido per il “turismo”, quale pioneristico per la tipologia di viaggio capace di coniugare gli aspetti formativi, ricreativi ed avventurosi, nacquero e si svilupparono figure professionali specializzate, come quella della Guida Turistica. Il Cicerone rappresentava un compagno di viaggio e un professionista così importante e indispensabile da essere più volte ricordato nei “diari di bordo”, nelle epistole e nei reportages, e molto spesso disegnato e dipinto nei ritratti e nelle tradizionali vedute dei viaggiatori committenti.
Dal Cicerone all’Avantcourier, l’evoluzione di una professione.
Nel XVIII secolo ad assolvere il compito di Guida Turistica era anche l’Avantcourier, la cui mansione era di “correre avanti” la carrozza del padrone, suggerire i luoghi più rappresentativi da visitare ed indicare quelli meno noti e preclusi al popolo, selezionare le locande e saldare i conti, conoscere i monumenti ed occuparsi dell’organizzazione tecnica esplorativa. Significativa è ancora la figura del Bear-Leader, il quale con il ruolo di accompagnatore e tutor, doveva conoscere una lingua straniera, vigilare sul giovanissimo turista ed avviarlo alla conoscenza dell’arte, della storia e delle culture diverse da quella del proprio Paese. Tantissime sono le opere ed i disegni in cui compare il suo ritratto, il disegnatore inglese Thomas Rowlandson che nel 1776 realizzò “The Bear and Bear Leader – Passing the Hotel D’Angleterre” e dedicò tantissimi disegni alla figura della Guida Turistica mentre descrive opere d’arte all’interno di musei e gallerie.
Bastone e taccuino, i “ferri” del mestiere
I Ciceroni più ricercati e presenti nel XVIII e XIX secolo erano i Pittori, i Vedutisti, i Mercanti d’Arte, gli Antiquari, e gli Esperti di itinerari. Nasce, infatti, da parte dei facoltosi committenti viaggiatori, l’esigenza ed il costume di avere al seguito un vero specialista, capace e competente, in grado di individuare ed illustrare borghi antichi e scavi archeologici, musei e collezioni d’arte, paesaggi incontaminatie negozi per gli acquisti eruditi. Si diffusero, quindi, colte e preparate Guide Turistiche che godevano una grande notorietà nell’ambito culturale ed erano particolarmente richieste dalle corti europee, grazie alle loro doti di organizzazione del tour e di conoscenza di Roma e dell’Italia. Jean-Eric Rehn, ci propone il ritratto di un Cicerone colto, in un acquarello del 1756, illustrò “Una guida a Tivoli” con il bastone ed il taccuino, ossia alcuni strumenti del mestiere.
Roma caput mundi del Turismo
Tra i più conosciuti Ciceroni del Settecento è interessante segnalare:lo studioso d’arte Johann Friedrich Reiffenstein che a Roma divenne un punto di riferimento per tutti i turisti di alto rango provenienti dal Nord Europa, effettuando l’attività di Guida Turistica e agente per i collezionisti d’arte; l’archeologo tedesco Aloys Hirt, il quale dal 1785 effettuava visite guidate nella Capitale italiana per noti viaggiatori e personalità, come Johann Wolfgang Goethe e la contessa Wilhelmine von Lichtenau; l’antiquario Thomas Jenkins, che abitò in Piazza di Spagna e fu il più noto dei Ciceroni inglesi; il collezionista e antiquario italiano Francesco de’ Ficoroni il quale venne denominato “un cicerone al servizio degli inglesi”; il famosissimo archeologo e storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann saltuariamente si dedicò ad accompagnare i visitatori in itinerari culturali e da lui stesso guidati. Degno di nota è l’architetto e pittore James Byres di Tonley: si affermò nell’Urbe della seconda metà del Settecento con il mestiere di antiquario e commerciante di antichità e fu soprattutto Guida Turistica professionale della città per gentiluomini scozzesi e inglesi. Nell’immagine, veduta di Roma con il Tevere a San Giovanni dei Fiorentini, 1743-1746, Bernardo Eugenio Bellotto, particolare (Barbara Piasecka Johnson Collection, Princeton)
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Le Guide Turistiche si riconoscono tra i personaggi e i viaggiatori ritratti nel “souvenir” dipinto che i turisti settecenteschi richiedevano agli artisti pittori e disegnatori, al fine ritornare nel proprio Paese, terminato il viaggio, con un prestigioso documento ricordo della propria esperienza. Nelle opere di Giovan Antonio Canal, detto Canaletto, come nel dipinto “Roma: l’Arco di Tito” realizzato nel 1742, dove i Ciceroni sono raffigurati elegantemente mentre illustrano ai turisti i monumenti e i paesaggi più famosi d’Italia.
Si individuano nel momento in cui descrivono i luoghi ai turisti nella loro classica gestualità delle mani e delle dita verso l’opera d’arte, e dalla “bacchetta” o bastone che è uno dei simboli di riconoscimento delle Guide. Numerosi furono gli artisti del Settecento che omaggiarono nei dipinti e nei disegni i professionisti che guidavano le visite esplorative e culturali, su volontà anche dei committenti viaggiatori, fieri di essere ritratti accanto ai Ciceroni, quale segno della propria volontà di acquisire conoscenza, indice di aver affrontato un viaggio culturale, messaggio di orgoglio e prestigio economico nell’essersi permessi la presenza e l’affiancamento di una Guida Turistica. Il celebre vedutista Bernando Eugenio Bellotto nella “Veduta di Roma con il Tevere a San Giovanni dei Fiorentini”, dipinta tra il 1743 ed il 1746, colloca un raffinato Cicerone, che con grazia e fermezza invita e indica ai turisti di osservare il particolare di una Chiesa sulla riva opposta.
Eleganza e capacità dialettica, le doti della perfetta Guida
Veduta della Regina Maria Amalia di Sassonia presso l’Arco di Traiano a Benevento, circa 1759, particolare, Antonio Joli (Museo Nacional del Prado, Madrid).
Il delicato pittore e scenografo modenese Antonio Joli nella “Veduta della regina Maria Amalia di Sassonia presso l’Arco di Traiano a Benevento” del 1759, raffigura una Guida Turistica elegantissima, con il cappello in testa e il bastone tra le mani, intenta a illustrare e segnalare l’arco trionfale, in una posizione tradizionale frontale ai turisti, in cui si ammira lo sguardo rapito ed attento della sovrana e del suo corteo ammaliati dalla narrazione. Ulteriori pittori che introdussero inaspettati ed affascinanti Ciceroni nelle loro strepitose opere del Grand-Tour furono: il sofisticato Giovanni Paolo Panini, che inserì le Guide Turistiche accanto ai viaggiatori nei suoi capricci romani tra sontuose e famosissime architetture e sculture; Hackert Jakob Philipp, il quale, ad esempio, all’interno della bellissima veduta documentaria raffigurante “L’Eruzione del Vesuvio del 1774” dipinse un Cicerone, riconoscibile ancora una volta dal posizionamento rispetto al gruppo, e il linguaggio non verbale delle mani e delle braccia per dare priorità visiva nelle spiegazioni, come avviene ancora adesso per i professionisti con ottime abilità di tecnica comunicativa; il pittore di vedute napoletano Giovanni Battista Lusieri che, oltre a disegnare delicatissimi paesaggi, esercitò l’attività di Guida Turistica e venne spesso ricordato nei diari di viaggio come prezioso, gentile e intelligente Cicerone di Atene. (21/02/2012)